Passa ai contenuti principali

Post

ALLA FINE DEL MONDO CAPITOLO N° 9

Qui le pecore vivono meglio delle persone Le sei estancias comprate da Benetton sono “le più belle e le più care” d’Argentina, scrive il giornalista Stefano Malatesta nel 1997 su “Repubblica”, riportando le parole del più giovane dei quattro fratelli che nel 1965 hanno fondato l’impero. “Dice di aver girato per anni tutta l’Argentina, e di aver visto molte altre fattorie. Alla fine le ha comprate per 37 milioni e mezzo di dollari, un 20 per cento in più del suo prezzo di mercato, perché due dei tre proprietari, gente danarosa che vive a Buenos Aires e che aveva lasciato le terre in semiabbandono, non avevano alcun bisogno di vendere”. Il fiore all’occhiello è comunque quella di Leleque, formata da una successione di vallate che si rincorrono quasi fossero le carrozze del celebre Viejo Expreso Patagònico oggi monumento nazionale, i cui binari si srotolano paralleli alla Ruta 40. La estancia richiede naturalmente investimenti continui ed elevati: nel 1997, dopo essere andato a p...

ALLA FINE DEL MONDO CAPITOLO N° 8

Gli “angeli custodi” non amano i Mapuche La Ruta Nacional 40 è una delle strade più lunghe e suggestive del mondo. Si estende come la lingua di un drago lungo il Paese che attraversa longitudinalmente per quasi 5 mila chilometri: da Punta Loyola, nella provincia meridionale di Santa Cruz, va su, fino a Jujuy, al confine con la Bolivia, correndo parallela alla maestosa Cordigliera delle Ande. Da un lato e poi dall’altro della grande e polverosa ruta il visitatore è accolto da montagne, ghiacciai, steppe, laghi, fiumi, altopiani. Ed è proprio lungo quella che in molti paragonano alla Route 66 nordamericana, e precisamente nella regione di Vuelta del Rìo⁷⁰, tra le provincie nordestine del Chubut e di Rìo Negro, che la sera del 13 marzo 2015 un gruppo di Mapuche appartenenti al Movimiento Autonomo Puel Mapu, stanziato nel Dipartimento di Cushamen, ha occupato una porzione di quasi un migliaio di ettari della sterminata “fattoria” di cui la famiglia Benetton è proprietaria,...

ALLA FINE DEL MONDO CAPITOLO N° 7

Imprigionare il vento, le nuvole, le stelle Ciò  che ha innalzato il livello di attenzione mediatica sul caso dell’umile famiglia Mapuche e acceso una luce nuova e più precisa sulla scena internazionale è l’entrata in campo del premio Nobel per la Pace Adolfo Pérez Esquivel, che il 14 giugno 2004 invia una toccante lettera a Lu ciano Benetton per sostenere la famiglia Curiñanco e l’intero “popolo della terra”: Riceva il mio saluto di Pace e Bene. Mi accingo a scriverle la presente, che spero legga attentamente, tra lo stupore e il dolore di sapere che Lei, un imprenditore con notevole visibilità internazionale, si è avvalso del denaro e della complicità di un giudice senza scrupoli per togliere le terre a un’umile famiglia di fratelli Mapuche, nella provincia del Chubut, nella Patagonia argentina. Vorrei ricordarle e informarla che Mapuche significa uomo della terra e che esiste una comunione profonda tra la nostra Pachamama, “la Madre Terra”, e i suoi figli. Tra le braccia ...

ALLA FINE DEL MONDO CAPITOLO N° 6

La vittoria di Rosa e Atilio Sono trascorsi dieci anni - era il 12 maggio 2008 - da quando Luciano Benetton, rispondendo a Dario Di Vico sul “Corriere della Sera”, ha definito la propria strategia imprenditoriale con il nome di «capitalismo creativo, sensibile alle esigenze dei meno fortunati del mondo». Come abbiamo visto, si tratta di una formula ben collaudata, tuale quasi, per alimentare l’immagine capital-progressista-anticonformista della sua azienda. Al tempo di quella intervista la pesante crisi finanziaria globale non era ancora esplosa e gli affari di famiglia andavano decisamente bene tanto che l’anziano ma ancor attivo fondatore e chairman dell’impero – il patrimonio netto riportato da United States Forbes in quell’anno era, per ciascuno dei quattro fratelli, di 2,9 miliardi di dollari - aveva pensato bene di riproporla, aggiornandola con una strizzatina d’occhio a una certa sinistra ambientalista e umanitaria, non solo italiana. In questa narrazione famigliare al c...

ALLA FINE DEL MONDO CAPITOLO N° 5

Prossima stazione: deportazione A poco più di un centinaio di metri dal Museo passano i binari del pittoresco Viejo Expreso Patagonico, da tutti conosciuto come la Trochita. La storica linea ferroviaria a scartamento ridotto completata nel 1945 che univa Esquel alla cittadina rionegrina di Ingeniero Jacobacci³⁶, attraversa l’estancia Leleque nell’intera sua estensione. Per i Mapuche questo treno ha perduto da parecchio il fascino che incanta le frotte di turisti, e quei binari rischiano di diventare la direzione della loro deportazione. Da tempo, infatti, le comunità vivono sotto la minaccia incombente dello sgombero forzato poiché il gruppo Benetton, e insieme con lui il Governo provinciale del Chubut, ha progettato una nuova attività turistica che andrebbe a sfruttare il tracciato della Trochita, riabilitando il treno e predisponendo un percorso guidato all’interno della regione e della stessa proprietà della dinasty trevigiana³⁷. Per fare questo, però, otto fami...

ALLL FINE DEL MONDO CAPITOLO N° 4

Il Museo della discordia Continua domani.....

ALLA FINE DEL MONDO CAPITOLO N 2 11/04/20

STAZIONE FERROVIARIA  LELEQUE